ARCHITECTURE +DESIGN

Anteprima all’Excelsior di Milano

A Milano da settembre è di scena il nuovo format Excelsior del Gruppo Coin dove moda, cibo e design si fondono in uno spazio che ha saputo trasformarsi dall’interno attraverso la riqualificazione di un cinema storico. Pur mantenendo la struttura originaria, accoglie nuove funzioni seguendo i mutamenti della città

Con l’avvento dei grandi multisala i piccoli cinema dei centri cittadini hanno subito una graduale dismissione, generando vuoti urbani in cerca di una rifunzionalizzazione adeguata. L’Excelsior di Milano, storico cinema degli anni ’30, e l’adiacente Mignon sono un esempio di tale processo di trasformazione essendo passati a nuova vita grazie alla creazione di uno spazio commerciale innovativo curato dal punto di vista architettonico dal francese Jean Nouvel.

L’intervento si basa su un continuo dialogo con la struttura esistente che viene svuotata mantenendo l’involucro esterno. I solai di nuova costruzione creano una serie di piani che galleggiano svincolati dal margine esistente, ricreando al tempo stesso un rimando alla spazialità originaria evocando le balconate dei vecchi teatri. La sensazione di galleggiamento è rafforzata dagli schermi a LED che perimetrano i piani. Le immagini che scorrono si leggono indirettamente sulla pelle interna del volume originale essendo l’involucro preesistente ricoperto da una vernice riflettente nei toni del mauve, richiamo al rosso sbiadito dei vecchi teatri. Il movimento verticale è in forte contrasto con la staticità dei piani di calpestio sottolineata dalla pavimentazione in cemento, come se un fluido dinamico avvolgesse il cuore saldo dell’edificio.

La “periferia viva”, come la definisce Livia Tani di Ateliers Jean Nouvel, ritorna nelle facciate dell’edificio dove, ancora una volta, il rapporto con l’esistente avviene per riflessione. Un diaframma metallico di lamelle orizzontali determina la permeabilità tra interno ed esterno creando al contempo un effetto caleidoscopico grazie alle finiture utilizzate. La parte superiore delle lamelle è infatti in alluminio satinato, opaco, mentre la faccia inferiore è specchiante, riflettendo le immagini degli schermi a LED dell’interno che risultano frazionate e in movimento. Il piano terra si apre completamente verso la città grazie alle grandi vetrate scorrevoli: qui, oltre al bar che si sviluppa anche in esterno e alla zona centrale dedicata ai prodotti beauty caratterizzata da un allestimento che riprende gli elementi modulari dei ponteggi reinterpretati attraverso l’uso del legno, una serie di shop-in-shop richiamano nelle forme l’identità delle marche presenti, come Tiffany con la linearità orizzontale delle luci turchesi o Ladurée, il cui allestimento nei toni pastello fa da sfondo ai colorati macarons.

I livelli superiori, caratterizzati da un andamento planimetrico irregolare, si affacciano l’uno sull’altro: al primo piano parallelepipedi grigi dialogano con il rigore della pavimentazione in cemento accogliendo i marchi legati al design contemporaneo come Skitsch e Globe-Trotter, mentre ai piani superiori l’allestimento riprende il linguaggio deframmentato dell’architettura attraverso grandi teche trasparenti in cristallo che ritmano lo spazio sottolineando l’unicità dei prodotti della Boutique Antonia.

Nel Basement Eat’s Store, due piani dedicati al cibo: un ristorante suddiviso in tre distinte aree secondo la modalità di fruizione caratterizzato dalla suggestiva zona cantina in cui i vini diventano pareti di un labirinto vetrato e al piano inferiore, collegato visivamente da una pioggia di corpi illuminanti sferici, la zona dedicata alla selezione di prodotti gastronomici provenienti da tutto il mondo, dove scaffali e banchi minimalisti fanno da sfondo a gourmandises irresistibili.

Design: Project Ateliers Jean Nouvel; Interior project Vincenzo De Cotiis, Storage, Monica Armani
Dove: Milan, Italy
Anno: 2011
Partners: Boutique Antonia, Globe-Trotter, Gruppo Coin, Ladurèe, Skitsch, Tiffany & Co.
Foto: courtesy of Coin Group
Testo: Giulia Gerosa


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