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La Maison Champs Elysées
A Parigi, in un palazzo Ottocentesco, tra le mura dell’hotel La Maison Champs Elysées, gli stilisti-illusionisti di Maison Martin Margiela giocano con elementi fantastici, suggestioni ottiche, effetti trompe-l’oeil grazie alla complicità degli ossimori cromatici bianco e nero
Che la Maison fondata dallo stilista belga Martin Margiela non fosse nuova a sperimentazioni nel settore alberghiero lo ricordano alcune installazioni temporanee a Parigi ma dallo scorso luglio, La Maison Champs Elysées è il primo vero e proprio progetto d’hotel aperto agli ospiti e alla città.
Al numero 8 di rue Jean Goujon, in pieno centro, all’interno dell’edificio storico in stile haussmaniano che ospita un’ala dell’albergo stesso, la celebre casa di moda Maison Martin Margiela ha interpretato la zona reception, il bar Essling (dal nome della principessa per la quale era stato costruito il palazzo nel 1866), il fumoir, il ristorante e 17 camere e suite (sulle 40 complessive dell’hotel), con un linguaggio a tratti surrealista e teatrale.
Il primo coup de théâtre è nella hall dove la reception, un enorme prisma a forma di diamante, rivestito di specchi e appoggiato sul pavimento in pietra calcarea du Mareuil con inserti in ardesia nera che sembrano sparsi casualmente come mossi da un soffio di vento, amplifica/dilata la sensazione di spazialità. Lampade in acciaio inossidabile spazzolato illuminano le pareti bianche della hall, da cui sembra che una galleria di quadri sia appena stata rimossa.
Con la coda dell’occhio, dalla hall lo sguardo si apre su due spazi cromaticamente opposti. Il bar Essling, aperto anche al pubblico esterno, è un ambiente completamente bianco: le boiserie, le pareti, il soffitto, il pavimento e i tappeti in lana, i divani rivestiti in cotone e lino, ogni cosa è ricoperta da un manto candido, unica eccezione per i tavolini a specchio. A fare da contrappunto, come nelle prime collezioni moda di Margiela dominate da bianco e nero, è il fumoir: qui le fiamme sembrano abbiano invaso il salone, il parquet è in rovere tinto di nero, così come le boiserie, le lampade-bottiglia e le poltrone.
Sempre a piano terra, attraversando un lungo corridoio rivestito con carta da parati che riproduce fotografie black&white, illuminato da chandelier in acciaio e cristallo, in parte reali e in parte stampati con effetto trompe-l’oeil, si arriva al ristorante: un’ampia sala da 80 coperti affacciata con grandi vetrate sul giardino e con tetto completamente in vetro trasparente che lascia entrare copiosa la luce. Dall’interior essenziale, il ristorante è arredato con tavoli quadrati, sedute e poltroncine bianche d’ispirazione classica – in stile Luigi XV e XVI – che sembrano sospese da terra per alcuni centimetri.
Sono solo alcune delle molteplici “apparizioni” che si preannunciano ai piani superiori, nelle 17 camere e suite interpretate con ironia da Martin Margiela. Un vero e proprio mondo di illusioni, finzioni e suggestioni dove ritorna il non-colore di suite dominate dal bianco assoluto o immerse in una profonda oscurità, dove ritroviamo la carta da parati con trompe-l’oeil e, di nuovo, elementi fantastici, illusioni di camere che sembrano incomplete oppure abbandonate con teli bianchi che coprono quadri, poltroncine e divani. A sottolineare la teatralità del luogo anche i bagni ricordano veri e propri camerini degni di attrici e attori d’altri tempi.
All’hotel Maison Martin Margiela di certo non mancano i colpi di scena.
Design: Maison Martin Margiela
Dove: Paris, France
Anno: 2011
Partners: Maison Martin Margiela, Cerruti Baleri, Thonet, Fratelli Boffi, Artemide, Flos, Cini&Nils, Moooi, Gallotti&Radice, e15
Foto: Martine Houghton
Testo: Silvia Perfetti
Dove: Paris, France
Anno: 2011
Partners: Maison Martin Margiela, Cerruti Baleri, Thonet, Fratelli Boffi, Artemide, Flos, Cini&Nils, Moooi, Gallotti&Radice, e15
Foto: Martine Houghton
Testo: Silvia Perfetti